la CACCIA a Aidomaggiore
di Salvatore Pinna

prima si andava a caccia per necessità ora per sport e per essere più vicini alla natura
                                                           
Mira Trotta: stagione venatoria 2007/08

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L’apertura classica della stagione della caccia è, per i sardi, quella alla nobile stanziale e, Aidomaggiore, non fa eccezione potendo vantare, anch’esso, una grande tradizione venatoria.
Non di rado si sentono storie in cui si narrano le imprese balistiche dei nostri nonni che rientravano con il carniere zeppo di lepri e pernici.
Certo oggi la situazione è ben diversa e questo per motivi che già tutti sanno, basti pensare alla progressiva diminuzione della selvaggina, ma questo è un argomento troppo lungo da  trattare in queste poche righe.
Per il futuro, però ci sono segnali incoraggianti, almeno per quanto riguarda la “pernice sarda”. L’autogestita di caccia, infatti, ha realizzato, con il contributo della Provincia e l’aiuto di tanti soci, una voliera a cielo aperto in cui sono state immesse pernici allevate in stato di semi libertà e il risultato è andato oltre ogni aspettativa. Il ripopolamento, infatti, non si è limitato agli ottocento ettari della riserva ma ha varcato tali confini fino ad arrivare in zone dove la pernice era ormai scomparsa.
Un grande lavoro, dunque!: “SI” risponde il Presidente dell’autogestita Francesco Vidili, “un grande lavoro ma anche una grande soddisfazione, siamo riusciti con accoppiamenti tra pernici indigene ad avere selvaggina stanziale del tutto naturale”.
Tutto questo però talvolta non basta, bisogna anche salvaguardare il proprio territorio e per questo i cacciatori Aidomaggioresi hanno dato piena disponibilità svolgendo, su invito dell’Assessorato Regionale all’Ambiente, un servizio, del tutto volontario, di pattugliamento e avvistamento incendi.
Per quanto riguarda la caccia grossa attualmente ad Aidomaggiore c’è solo una compagnia che conta quindici persone tra “punteris” e “canarzos” capeggiata  da Barbarangelo Barranca. Il nome della Compagnia denota l’auto ironia dei suoi componenti chiamandosi infatti “MIRA TROTTA”; (anche se per quest’annata il nome pare proprio azzeccato considerate le “padelle”delle prime giornate).
(ndr
I componenti della compagnia sono: Francesco Vidili, Tino Pitzalis, Tore Pinna, Fedele Barranca, Antonio Barranca, Giovanni Nieddu, Michele Scarpa, Marceddu Gino, Fabio Amadu, Peppino Carta, Michele Pala, Gianni Barranca e Sergio Muroni.
CALENDARIU DE SA CASSA RUSSA
Sa prima ominiga:  Tres sirbones, duos isparaos  de Fabio Amadu e unu de Tore Pinna;
Segunda ominiga: Unu sirbone, isparau de Tino Pitzalis;
Terza ominiga: Nudda;
Quarta ominiga: Unu sirbone
Sa die de sa Gloriosa : Unu sirbone, isparau de Arbaranzelu Barranca;
Quinta ominiga: Battoro sirbones, unu isparau de Tino Pitzalis, unu de Alessio Barranca, unu de Gino Marceddu e unu de Gianni Nieddu.)
La compagnia è relativamente giovane, esiste da tredici anni, è una squadra che ha una passione “particolare” per questo tipo di caccia. Non si inizia mai prima delle otto e mezza e verso le dodici, salvo imprevisti, si rientra a pranzo alla sede di Via Santa Barbara. Non importa se non si è cacciato nulla, si sta assieme solo per divertirsi, passare una giornata tra amici, cibarsi con l’arrosto e bere un bicchiere (quando non sono due) di vino rosso e, perché no, anche prendendosi in giro per come si è sparato.